La baia incantata

La riserva di Monte Cofano

Il territorio compreso tra il golfo di Cala Buguto e la frazione di Tono accoglie quella che dal 1997 è stata denominata la “Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano”, un vero e proprio paradiso naturalistico che si estende per 537.50 ettari suddivisa in zona A (riserva integrale) e zona B (considerata pre-riserva). Tutta la Riserva comprende molti e diversi ambienti di rilevanza storico-culturale, geomorfologica e floristica; l’effetto di erosione del vento e delle maree ha modellato uno scenario che a colpo d’occhio appare suggestivo e pieno di fascino. Numerosi sono i percorsi ed i sentieri che si possono intraprendere per scoprire il cuore di questi luoghi incantati, dal mare, alla campagna, all’incantata montagna di Cofano. Numerose sono anche le leggende, antiche e moderne, che fanno parte e rappresentano in tutta la sua magia questo favoloso territorio naturale. Il promontorio della Riserva del monte Cofano risale al periodo Triassico, così si è formato per il sollevamento di depositi calcarei marini e fossili di animali fino alla quota attuale di 659 metri, proprio i gusci di queste specie di fossili marini hanno creato una biostruttura che forma una sorta di lastricato naturale, dove è possibile osservare delle piccole insenature circolari chiamate dai locali “pozze di Venere”; una leggenda vuole che siano proprio le lacrime della dea della bellezza ad avere dato origine e forma a queste strutture. Le pozze di VenereAnticamente, vi era un’usanza rituale per cui le giovani spose, prima del matrimonio, dovevano fare un bagno propiziatorio in queste stesse pozze piene d’acqua marina per ingraziarsi la dea ed ottenere dal fato una lunga vita prospera di figli. Ormai da tempo per la pericolosa e la difficile accessibilità in questi siti, la tradizione è andata pian piano scemando negli anni, ma rimangono visibili a tutti i curiosi le indelebili lacrime di venere in queste meravigliose insenature naturali. Spostandosi più sulla campagna è possibile ammirare la “grotta del crocefisso” con una piccola cappella adibita in passato a luogo di preghiera; la leggenda a proposito di questo crocefisso vuole che un gruppo di pastori notò un crocefisso di ferro che galleggiava in mare, per questo fatto si gridò al miracolo e fu costruita in quel luogo una cappella. Ancora oggi, vi è l’usanza rituale che nell’ultimo venerdì di marzo, i cittadini di Custonaci vadano in pellegrinaggio dalla chiesa madre fino alla cappella. Spostandosi infine verso le calette di Tono, è possibile notare una curva stretta con uno strapiombo sul mare, il cosiddetto “Passo della zita”. Per questo sito un’altra leggenda vuole che una coppia di fidanzati che stava per andare a Erice per sposarsi, passava per questa curva proprio quando la strada franò e i due innamorati caddero per sempre insieme in fondo al mare. Si dice che ancora oggi, durante le notti di pioggia, si possa sentire il lamento dell’anima dell’inconsolabile sposa. Alcuni pescatori dicono addirittura di aver anche visto un pezzo di stoffa bianca galleggiare tra le onde di quel tratto di mare vicino il “passo della zita”. Un territorio incantevole, pieno di storia e di cultura, di luoghi da sogno da visitare, come su in cima del monte Cofano, dove in terra tra le nuvole sembra di volare, dove i riflessi dell’azzurro mare si confondono con lo spazio nel miraggio di un cielo infinito.

a cura di Michele Di Marco

Autore dell'articolo: Redazione

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