La riserva orientata di Monte Cofano

Territorio di incommensurabile bellezza naturalistica è la Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano, che ricade nel territorio del Comune di Custonaci ed interessa il promontorio calcareo che separa la baia di Cornino dalla baia di Castelluzzo. L’Azienda Regionale Foreste Demaniali, gestore dell’area protetta, vi ha tracciato, sfruttando l’antica viabilità, una serie di sentieri corredati da apposita segnaletica che permette di visitare la Riserva senza particolari difficoltà.

Tre sono i sentieri principali per esplorare la Riserva: il Sentiero del mare, che si snoda lungo la linea di costa da Cornino sino alla baia di Castelluzzo; il Sentiero Baglio che decorre sul versante orientale del Monte Cofano, da Baglio Cofano sino alla Tonnara di Cofano ed il “Sentiero Scaletta” che si snoda ai piedi del versante meridionale. Il Sentiero del mare offre una rilassante passeggiata lungo tutto il periplo del promontorio.

La particolare conformazione geomorfologica e la posizione geografica del rilievo fanno di questo sito uno dei biotopi tra i più importanti in Sicilia dal punto vista naturalistico ambientale e da quello paesaggistico. Il promontorio del Cofano, infatti, si erge a 659 m s.l m. su uno dei tratti costieri più integri dei trapanese, connotandolo con le sue dolomitiche forme aguzze e le mutevoli cromie delle sue rocce.Il percorso richiede circa 2 ore di cammino e permette di ammirare le calette di Frassino e Tuono, il “Passo della zita” (Scoglio a forma di velo di sposa cui è legata una leggenda del posto) la Torre della Tonnara di Cofano, risalente agli inizi del XVI secolo, unica in Sicilia per la sua pianta a forma stellare e quadrata, una piccola cappella dedicata al Crocefisso nei pressi della Grotta del Crocefisso e poco più avanti la Torre di San Giovanni che, a differenza di quella di Tuono, faceva parte del sistema di fortificazioni volute dal regno borbonico a difesa delle coste siciliane. Il sentiero Scaletta giunge quasi in prossimità della vetta, partendo da Piano Alastre. A 247m s.l.m. si trova una pozza stagionale, Gorgo Cofano, di forma grossolanamente circolare che ospita una ricca comunità di crostacei. Vi crescono il ranuncolo di Baudot e, durante la stagione estiva, quando il livello dell’acqua si abbassa, la lenticchia d’acqua.

L’azione delle acque sulle rocce carbonatiche carsiche lo hanno vistosamente modellato, creando doline, inghiottitoi e numerose grotte ed anfratti, elementi tipici del paesaggio carsico. Tra queste cavità (ne sono state censite ben 6), impreziosite da complesse morfologie, sono da ricordare l’Abisso delle Gole, I’Abisso del Purgatorio, la Grotta di Monte Cofano. La riserva ospita diverse specie di uccelli di cui alcuni rari come il falco pellegrino ma anche il corvo imperiale, il colombo selvatico, il rondone, il gheppio e la poiana.

Per quanto riguarda la flora la Riserva ospita oltre 300 specie di cui molte endemiche o rare, un importante complesso di piante rupestri e vari tipi di orchidee. L’attuale paesaggio vegetale di Monte Cofano non è quello che, sino a qualche secolo fa, ne connotava le pendici. Come per molti altri rilievi costieri isolani, infatti, l’attività entropica e gli incendi ne hanno mutato il paesaggio originario a macchia- foresta determinando lo sviluppo secondario della macchia bassa, tranne che in alcune aree marginali, accidentate ed inaccessibili, ove, ancora, residuano bei lembi di querceti. La presenza dell’uomo nell’area di Monte Cofano è attestata sin dalla Preistoria (Grotta Mangiapane, Grotta Scurati, Grotta Grande, Grotta del Crocefisso).

Immagini fonte Google

Autore dell'articolo: Redazione Evento

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