Lo scoglio del Malconsiglio

Leggende e storie sullo scoglio del Malconsiglio di Trapani”

Tra le molte leggende appartenenti a questo nostro territorio Capoluogo di Provincia, ve ne è una in particolare che fa riferimento ad un preciso luogo, localizzato in mare, a nord ovest della città di Trapani, oltre l’ultimo lembo di terra che, segnando come un antico miglio l’estremo limite della città con il mare, termina con la maestosa mole della Torre di Ligny, la quale funge da simbolico spartiacque tra il Mar Tirreno ed il Mar Mediterraneo. Questo luogo fuori dal tempo, una scogliera solitaria, battuta d’inverno dai flutti e dal vento, che affiora appena dal mare, ma che si estende sott’acqua diramandosi come il basamento plastico di un’isola sottomarina, è conosciuto come lo scoglio del Malconsiglio.

La particolare forma di questo scoglio, lungo e stretto, può ricordare visivamente il profilo di una qualche imbarcazione in avvicinamento, a questo proposito, un’antica leggenda popolare narra che durante il periodo delle incursioni barbaresche, nel corso del XVI secolo, una nave pirata stava per attaccare le coste della città, fu allora che la popolazione, raccoltasi in preghiera per invocare l’intercessione della Madonna, vide con i propri occhi la nave tramutarsi in pietra. Una leggenda consimile, che si rifà alle vicende mitologiche cantate nel poema omerico, l’Odissea, vuole che questo scoglio sia l’imbarcazione feace con cui Ulisse ritornò alla sua Itaca, che nel suo viaggio di ritornò a Scheria venne tramutata in pietra all’imbocco del porto per volere dell’adirato dio Nettuno.

Questa leggenda, per cui Trapani sarebbe l’antica città di Scheria, di cui Omero narra nel suo Poema, costituisce solo una delle molte argomentazioni a supporto della tesi dell’inglese Samuel Butler, secondo cui l’Odissea sarebbe stata scritta da una nobildonna trapanese. La teoria butleriana, per l’appunto, rivede l’intera collocazione dei luoghi mitologici in cui Omero ambienta le scene dell’Odissea, e le identifica nei luoghi reali del territorio di Trapani e nelle sue isole vicine e lontane; lo stesso Butler vide ed identificò nello Scoglio del Malconsiglio, la nave feace tramutata in roccia dal dio Nettuno-Poseidone.

Questo piccolo scoglio, oltre che avere ispirato leggende popolari di carattere religioso, letterario e mitologico, sembra essere stato pure il teatro di importanti fatti storici avvenuti durante il periodo della dominazione angioina in Sicilia, nel corso del XIII secolo. Il protagonista assoluto di questa storia è Giovanni da Procida, un uomo politico e abile tessitore di ordite trame rivoluzionarie, che apparirà agli occhi di tutti i siciliani come un vero eroe. Giovanni da Procida odiava i francesi per motivi personali, e del resto tutti i siciliani mostravano scontento ed insofferenza nei confronti dei regnanti francesi, poiché Carlo d’Angiò aveva non solo impoverito il popolo e confiscato i beni dei suoi avversari, ma aveva oltremodo trasferito la capitale del Regno da Palermo a Napoli.

 Fu allora che Giovanni da Procida, da irriducibile cospiratore, diede avvio al suo progetto di rivolta, iniziando a girare mezza Europa, andando a Roma, Costantinopoli, in Aragona e giungendo fino a Trapani, per convincere i maggiori sovrani del tempo ad appoggiare i suoi propositi di vendetta e per cercare nell’Isola appoggi utili a raggiungere il riscatto sociale che sarebbe potuto giungere soltanto passando per una rivolta dei siciliani. La Sicilia era allora suddivisa in tre unità amministrative denominate “valli”, val di Mazara, val Demone e val di Noto; così fu deciso che a guidare la rivolta dei Vespri nella val di Mazara fu designato Palmerio Abate, nella Val Demone Alaimo di Lentini, e nella Val di Noto Gualtiero di Caltagirone.

Giovanni da Procida arrivò a Trapani il 30 marzo 1282, proprio per incontrare in gran segreto i capi della rivolta dei Vespri siciliani, la leggenda in questione vuole che Giovanni da Procida ed i tre designati capi della rivolta percorsero a nuoto nel cuore della notte quell’infido e tempestoso tratto di mare antistante la Torre Ligny, per incontrarsi sul suolo di quel piccolo scoglio il 30 marzo del 1282, e stabilire così gli importanti piani che avrebbero permesso di avviare l’attesa rivolta, che ebbe storicamente iniziò il 1 di aprile 1282 a Palermo.

Dunque, sebbene gli storici mettano in dubbio l’episodio in questione del segreto incontro sullo scoglio tra i capi della rivolta, parlando piuttosto di una leggenda, benché molto nota, si può pur dire, restando nel solco di questa storia leggendaria dell’Isola e della nostra città di Trapani, che un’importante fase preparatoria della rivolta dei Vespri siciliani fu ideata dai suoi principali protagonisti, Giovanni da Procida, Palmerio Abate, Alaimo da Lentini e Gualtiero da Caltagirone, proprio su quel piccolo scoglio di Trapani, che da quel giorno, si dice, in memoria di quell’oscuro incontro frutto di cospirazioni rivoluzionarie, venne appunto detto del Malconsiglio.

 a cura di Michele Di Marco

 

Autore dell'articolo: Redazione Evento

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