Storie dall'oblio

Il mistero di Ettore Maiorana e “L’Omu Cani” di Mazara

Penultimo di cinque fratelli, Ettore Majorana nacque a Catania il 5 agosto del 1906, da Fabio Massimo e Dorina Corso. Il suo nome divenne un caso internazionale a causa della sua improvvisa scomparsa, che avvenne nel 1938, di questa scomparsa si interessò persino Mussolini e l’evento divenne un enigma nazionale ancora oggi insoluto. Le ipotesi avanzate furono tra le più disparate: si disse che era morto suicida, che fosse stato rapito per essere portato all’estero a continuare gli studi sull’energia nucleare; altri pensarono invece che si fosse rifugiato in un convento o che fosse addirittura diventato, volontariamente, un mendicante.

La sua scomparsa è tornata alla ribalta nel 1987, quando svanì, senza lasciare tracce, l’illustre prof. Federico Caffè. Majorana fu senza dubbio un talento estremamente precoce, un vero e proprio genio della fisica, cominciò, infatti, a dar prova di attitudini eccezionali per l’aritmetica e il calcolo numerico a soli quattro anni. Nel 1923 conseguì la licenza liceale con voti elevati al Liceo Classico “Torquato Tasso” di Roma e si iscrisse ad Ingegneria. Scoperta la sua vera vocazione Majorana passò alla facoltà di Fisica, dove si fece apprezzare per la profondità di comprensione e, soprattutto, per il suo spirito critico. Nel luglio del 1929 si laureò in Fisica sulla meccanica dei nuclei radioattivi α di cui fu relatore Enrico Fermi.

Dopo la laurea seguitò a frequentare l’Istituto e a fare ricerca, entrando a far parte dei “ragazzi di Via Panisperna”, un gruppo di geni che ha fatto la storia della fisica italiana degli anni Trenta. Nel 1932 conseguì la libera docenza in Fisica Teorica, tuttavia non volle partecipare al concorso nazionale per professore ordinario di Fisica, bandito nel 1936, nonostante la segnalazione fatta da Fermi a Mussolini. Nel 1937 si trasferì da Roma a Napoli, dove finalmente accettò la nomina per meriti speciali a titolare della cattedra di Fisica teorica.

Il nome di Majorana è legato soprattutto a tre importanti studi nel campo della fisica: uno di questi riguarda il tentativo di avanzare una teoria relativistica delle particelle, un altro studio lo vide impegnato nella ricerca sulle forze nucleari e il terzo su una teoria simmetrica dell’elettrone e del positone. Questa in brevi accenni la sua biografia, che si interrompe tanto improvvisamente quanto misteriosamente nel marzo del 1938, quando Majorana, che soffriva di una gastrite dall’origine oscura e che influenzava negativamente il suo umore, si lasciò perciò persuadere ad intraprendere un viaggio di riposo verso Palermo.

Qui trascorse all’albergo “Sole” solo mezza giornata: la sera fu visto all’altezza di Capri sul ponte del piroscafo per Napoli, dove, però, non arrivò mai. Il 26 marzo 1938 Carrelli, professore di Fisica sperimentale, che era diventato suo amico, ricevette da Palermo un telegramma di Majorana, in cui gli chiedeva di non preoccuparsi per quanto era scritto nella lettera che gli aveva mandato, nella quale scriveva con molta freddezza di trovare la vita in genere e la propria in particolare assolutamente inutile.

Dal momento in cui si annuncia la sua scomparsa, quello di Majorana diviene un vero e proprio mistero, poiché non si hanno più notizie, né tracce da seguire, finché intorno agli anni ’70 in Sicilia, a Mazara del Vallo, si affaccia dal nulla uno strano personaggio, un clochard, di cui si diceva che fosse dotato di un eloquio forbito e di un’inspiegabile conoscenza delle materie scientifiche che lo portava a risolvere i compiti degli scolari che incontrava. Questo barbone bohémien in città era conosciuto dai più come “l’omu cani” per lo stato randagio nel quale versava. Se il personaggio in questione fosse realmente l’esimio fisico Ettore Majorana è difficile dirlo, anche perché la vicenda assunse presto i toni della leggenda metropolitana. Sta di fatto però che un certo Tommaso Lipari per oltre trent’anni girò per le strade di Mazara del Vallo conducendo il medesimo stile di vita, e proprio a Mazara trovò la morte il 9 luglio del 1973.

A sostegno della suggestiva ipotesi: un abitante del paese, Armando Romeo, disse che il Lipari gli aveva mostrato una cicatrice sulla mano destra, segno particolare del Majorana; inoltre affermò che usava un bastone con incisa la data del 5 agosto 1906, ovvero la data di nascita del fisico. Infine, al funerale di Lipari parteciparono tante persone, troppe per quello che è di solito l’estremo saluto ad un clochard; suonò la banda del paese, qualcuno narra perfino di persone, non siciliane, intervenute appositamente, le quali seguivano da lontano l’evento, come se sapessero qualcosa ma volessero tenersi in disparte.

Sul caso Lipari intervenne anche l’allora procuratore di Marsala, Paolo Borsellino, infatti, nel 1948 un certo Tommaso Lipari era stato rilasciato dalla galera ed era cosi possibile confrontare la sua firma con quella del clochard, dalla perizia calligrafica si rinvenne una tale somiglianza tra loro che Borsellino si sentì di concludere che appartenessero alla stessa persona, escludendo di fatto l’ipotesi-Majorana. Su tale ipotesi tornò anche la trasmissione televisiva Chi l’ha visto?, a partire dall’autunno 1996, ma non vennero trovati nuovi elementi a sostegno di tale pista.

Le ipotesi relative alla scomparsa di Ettore Majorana seguono vari filoni: quello tedesco, quello argentino, quello monastico e la stessa pista siciliana, che vorrebbe che fosse stato lui, il fisico eccellente, l’homu cani, lo straccione trasandato che errava per la Sicilia. Qualunque sia la verità, a noi piace pensare che Ettore Majorana, un personaggio mitico, così sensibile e insofferente alle pressioni sociali e alle gerarchie accademiche, abbia continuato a scrivere in disparte, come era solito fare, sul suo pacco di sigarette qualche altra geniale formula fisica che forse purtroppo non riscopriremo mai. I miti entrano nella storia uscendo di colpo da ogni tempo e lasciando per sempre un segno tangibile della propria esistenza.

A cura di Michele Di Marco

Foto da wikipedia.org – catanzaroinforma.it – 1.bp.blogspot.com – 4.bp.blogspot.com

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