Mothia – Paesaggi, tramonti e la sua laguna

Lungo la costa che congiunge Trapani e Marsala, sospesa in un atmosfera densa di storia e Mitologia, si colloca una laguna formata da 4 isolotti: Santa Ma­ria, La schola, L’ isola Lunga e l’ isola di Mothia detta oggi San Pantaleo. Questo complesso di isole fa parte della “ riserva naturale regionale delle isole dello Stagnone di Marsala” , e tra queste spicca l’ affascinan­te Isola di Mothia. Questa fu un importante insediamento Feni­cio nell’ VIII secolo d.C , ma non si possono trascurare elementi architettonici Greci risalenti al VI secolo . In età più avanzata diventa terra di conquista anche per i normanni, precisamente nell’ XI secolo periodo in cui vi si trasferirono i monaci Basiliani che diedero all’ isola il nome di S Pantaleo fondatore dell’ ordi­ne. Nella seconda metà del XVI secolo passò ai Gesuiti , tutta­via l’identificazione dell’ Isola con l antica Mothia va attribuita al viaggiatore Olandese Cluve­rio nell’ XVII secolo. La storia contemporanea di Mothia è for­temente legata al ricco proprie­tario Joseph Whitaker di origini Inglese, è stato lui a promuove­re i primi veri scavi archeologici all’inizio del novecento i quali ri­portarono alla luce dei reperti di rilevanza fondamentale. L’ isola presenta una forma quasi circo­lare, immersa in una rigogliosa vegetazione che fa da cornice a questo stupendo sito archeolo­gico. Sbarcando dal porto e di­rigendosi verso la parte nord si possono già ammirare le prime fortificazioni di cui era circon­data l’ intera isola tra le quali si scorgono i resti di antiche torri; proseguendo si arriva al Porta Nord la quale rappresenta uno degli ingressi alla città, e tra questi sembra quella meglio conservata,da questa porta si snodava una via che collegava la terra ferma ( il promontorio di Birgi) lunga 1,7 km oggi ricoper­ta dal mare per un innalzamen­to del livello dell’ acqua ( anche se molto bassa….da percorrere a piedi). Nei pressi della porta Nord si trova il “Santuario del Cappiddazzo” (cappello largo) edificio del IV secolo a.C divi­so in tre ambienti e destinato a cerimonie religiose. Sempre nell’ area settentrionale si col­loca la Necropoli. Proseguen­do verso la parte occidentale spicca il “ Tofet” risalente al VI secolo , santuario a cielo aperto dove veni¬vano custo­diti i resti combusti dei sacrifici umani. Internandosi verso la parte centrale scorgiamo i resti di quel che dove¬va essere la città vera propria dove è stata riportata alla luce parte della rete stradale. In direzione sud la “ Casermetta”, costruzione internata in una delle torri delle mura assumeva la funzione di deposito militare. Di particolare interesse, nella parte sud risul­ta il “Kothon” bacino portuale collegato al mare da un cana­le, la cui funzione era quella di bacino di carenaggio. Poco distante, la Porta Sud era l’al­tro ingresso all’ isola .risalendo verso Est tornando verso il pun­to di partenza si trova il museo Withaker diviso in due parti ed antica abitazione dello stesso, presenta una ricca collezione di reperti della Necropoli e dell’ intera laguna dello stagnone.

a cura di Michele Di Marco

 

Autore dell'articolo: Redazione

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