Guida al territorio

San Vito Lo Capo Delizia per il palato

San Vito Lo Capo, antico borgo marinaro di fine settecento e di forte impronta araba, è stato rifugio di fenici, arabi, normanni, spagnoli popolazioni che hanno lasciato indelebile la loro testimonianza riscontrabile nelle costruzioni, nei volti di chi vi vive e nella tradizione culinaria. Passeggiando per le stradine del paese, avvolte da rigogliosi bouganville che con i loro brillanti colori fanno da contrasto al bianco del marmo, non ci si può non lasciare sedurre dall’inebriante profumo proveniente dalle cucine dei ristoranti. E’ proprio a tavola che a San Vito si incontrano modernità e tradizione: bellezze paesaggistiche e specialità gastronomiche si sposano in un sodalizio che viene omaggiato ogni anno da 16 anni con il Cous Cous Fest (festival internazionale di cucina mediterranea) che vede cuochi provenienti da vari paesi del Mediterraneo affrontarsi a suon di ricette che celebrano piatti dalle origini remote, primo fra tutti il couscous. Alcuni studiosi ritengono che il couscous sia un piatto arabo, altri affermano sia berbero o africano. La sua origine rimane incerta ed avvolta nel mistero di numerose leggende tra cui quella che ne attribuirebbe la paternità al re Salomone che se ne sarebbe cibato per trovare rimedio dalle pene d’amore provate per la Regina di Saba. Piatto unico ed inconfondibile per il suo sapore a base di semola, carni, legumi e verdure nel suo viaggio si è modificato e si è adattato ai gusti dei popoli che lo hanno adottato. Il couscous di pesce, condito con la zuppa ottenuta da scorfani, boghe, saraghi, cernie, gronghi, ombrine e saporiti tranci di questo pesce è tipico del sanvitese e ne domina la gastronomia locale. Ciò che lo rende unico è la qualità del pesce che viene cucinato con raffinata tecnica e che sempre restituisce il sapore del mare incontaminato. Affascinante è la preparazione di questo squisito piatto: i chicchi di cuscus fatti con la semola,vengono  aspersi d’acqua, lavorati con le mani per farne pallottoline e poi passate al setaccio. Questa delicata fase è detta “incocciatura” e richiede una lavorazione molto prolungata i cui segreti sono tramandati da generazione in generazione. A questa, segue la fase della cottura a vapore in caratteristiche couscousiere. Ma passeggiando per le vie di San Vito non ci si può non lasciare sedurre dai colori delle invitanti coppe gelato! Questo piccolo paese infatti vanta anche una grande tradizione nella preparazione di dolci e gelati, tra cui l’autoctono “caldo freddo”. Divenuto ormai tipico della gelateria artigianale trapanese, è stato inventato negli ’50 a San Vito, per poi estendersi a Trapani,  Paceco, Erice e Valderice. In un piccolo “lemmo”, ( particolare recipiente di terracotta smaltata dove si prepara il cuscus alla trapanese), si inserisce un morbido biscotto (o pan di spagna) imbevuto di liquore, un abbondante strato di panna montata, e infine tanto gelato (al caffè, nocciola, bacio o pistacchio). Il tutto è poi ricoperto da caldo cioccolato fondente fuso. Altro golosità sono i gelati con brioches e le granite in tutti i gusti. Non resta dunque che farsi ammaliare dalle bellezze paesaggistiche di San Vito e deliziare il palato con le tipicità squisite della tradizione della piccola cittadina balneare.       A cura di Ida Brunosan-vito-lo-capo-delizia-per-il-palatosan-vito-lo-capo-delizia-per-il-palato-1

LEAVE A RESPONSE

ItalianoEnglishFrançaisDeutschEspañol