Il Tesoro della Madonna della Cava

Il santuario della Madonna della Cava di Marsala, Patrona della città, costituisce da secoli un luogo di culto, una meta di pellegrinaggio ed esprime il senso di una profonda devozione religiosa, non solo per i cittadini della comunità marsalese, ma per buona parte degli abitanti della provincia di Trapani ed oltre. Nella zona di “Porticella”,nel cuore della città, all’ingresso dell’antica grotta-santuario, dove si trova il Sancta Sanctorum, dalla volta granitica e con il leggendario pozzo al centro, sono ancora visibili tracce di uno tra i monasteri più antichi al mondo e, sotto il pavimento basamentale, si trovano dei vani che furono anticamente adibiti a cimitero.

Il santuario del simulacro della Madonna della Cava, una statuetta di soli 18 centimetri, collocato nella grotta dove questa venne trovata, all’interno di un pozzo nei primi del ‘500, rappresenta soltanto l’ultimo luogo in cui la patrona marsalese è stata custodita e venerata nel corso dei secoli.

Il simulacro in passato fu custodito nella chiesa a navata unica costruita al di sopra della cripta nel 1607. Infine, l’oggetto di culto venne portato nell’imponente chiesa a tre navate edificata tra il 1850 e il 1859, poi rasa al suolo l’11 Maggio del 1943, durante un bombardamento americano. La leggenda narra che la Madonna apparve in sogno al frate agostiniano Leonardo Savina, chiedendogli di cercare nella “terra della cava” un suo simulacro nascosto e di erigere su quel luogo sacro una chiesa a lei intitolata. Dopo quattro anni di scavi, durante i quali il frate fu accusato di essere un visionario, il simulacro della Madonna, venne finalmente alla luce dal fondo di un pozzo il 19 gennaio 1518. Questa data è ancora oggi dedicata ai festeggiamenti in onore della “Patrona di Marsala”, eletta protettrice della Città il 6 Maggio dell’anno 1788 con atto notarile, e celebrata con uno scampanio mattutino delle chiese del centro, il simulacro da allora viene condotto in processione il pomeriggio.

La grande devozione che i marsalesi riservano alla Madonna è supportata da una vasta documentazione che testimonia i molti miracoli che la tradizione vuole si verificarono dopo il ritrovamento dell’immagine; fatto singolare fra tutti fu che la statuetta fosse andata nuovamente perduta e ritrovata, una seconda volta, nel 1943, all’indomani del bombardamento americano, tra le macerie dell’antico santuario. Ora, ha fatto recentemente scalpore la scoperta, all’interno del Santuario della Madonna della Cava, di un affresco riproducente le fattezze della Madonna col Bambino, quasi fosse una raffigurazione della stessa sacra effige della Madonna della Cava.

A fare la clamorosa scoperta sono stati gli speleologi dell’Associazione “Gruppo Lilibeo Sotterranea”, costituita da Nicolò Marino, Davide Giasone e Piero Gallo. Curiosa appare pure la circostanza del ritrovamento, che pare sia legata alla determinazione del parroco, probabilmente attirato da una fessura dietro uno degli altari laterali dove, si sarebbe intuita la presenza di un affresco.

La conferma assoluta che alle spalle di quell’altare ci fosse un affresco vero e proprio, è emersa quando il team di speleologi lilibetani ha calato una sonda che ha ispezionato la cavità interessata, rilevando così , in tutti i suoi dettagli, la presenza dell’affresco raffigurante la Madonna col Bambino. Con stupore di tutti l’affresco porterebbe impressa, in numeri romani, la data del 1536, con la firma del suo autore, un certo “Francisco Ballaturi III”. Stando alla data riportata, l’ affresco sarebbe dunque posteriore al ritrovamento della statua della Madonna, realizzato di soli diciotto anni; ma a ben guardare, con occhio attento, le immagini sbiadite dell’affresco, stando allo stile ed ai colori utilizzati, sembrerebbero realizzate in epoca bizantina.

Se questa ipotesi fosse veritiera e l’affresco risalirebbe, quindi, al periodo bizantino, epoca che va dal 535 fino alla conquista islamica della Sicilia, avvenuta nel 827, questa scoperta sconvolgerebbe la Storia così come la conosciamo, in particolare, stravolgerebbe la ricostruzione storica della stessa città di Marsala. Un altro particolare, che si lega alla leggenda stessa del ritrovamento della Madonna della Cava, sarebbe rappresentato dalla possibilità di immaginare questo affresco come il tesoro nascosto, che secondo la tradizione si troverebbe ancora gelosamente custodito in questo luogo, denso di profonda devozione, importanza artistico-archeologica e di un affascinante e coinvolgente mistero. E forse, come il fondo di verità che ha in sé ogni leggenda, questo luogo così particolare, potrebbe restituirci presto ancora altre sorprese che entreranno a diritto nella nostra storia patria.

Articolo a cura di Michele Di Marco

Foto di diocesimazara.eu – pomiliacalamiavini.it

Autore dell'articolo: Redazione Evento

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