Venere nacque a Trapani

Come è noto dai racconti mitologici Venere/Afrodite nacque secondo Omero dall’unione di Zeus e Dione (figlia quest’ultima delle divinità primordiali Oceano e Teti). Secondo Esiodo (Teogonia) Venere nacque dalla schiuma del mare provocata dalla caduta in acqua dei genitali di Urano evirato di fatto dal figlio Crono/Saturno. Urano (il Cielo), la più antica divinità dei Greci dominatrice dell’universo, marito di Gea (la Madre Terra), generò i Titani, dopo aver ricacciato i Ciclopi, suoi figli ribelli, nel profondo Tartaro (l’equivalente dell’inferno per i greci). Per vendicarsi di ciò Gea indusse i Titani ad assalire il loro padre e così essi fecero, guidati da Crono, il più giovane dei sette fratelli, il quale per compiere il misfatto si armò di una falce. I Titani colsero Urano nel sonno e Crono, afferrando i genitali del padre con la mano sinistra, lo castrò spietatamente gettando poi in mare presso Capo Drepano (Trapani), sempre secondo il racconto della Teogonia di Esiodo, i suoi genitali e la stessa falce con cui compì l’evirazione. Venere, così generata dalla schiuma del mare prodottasi dalla caduta dei genitali di Urano, secondo la narrazione mitologica di Esiodo, emerse nuda dall’acqua e cavalcando una conchiglia giunse dapprima all’isola di Citera, ma quell’isola le parve troppo piccola, così passò nel Peloponneso, stabilendo infine la sua residenza a Pafo, nell’isola di Cipro, dove ancora oggi si trova una delle principali sedi del suo culto. Fin qui la narrazione esiodea sembra porre l’accento soltanto sul fatto che Urano fu evirato dal figlio Crono, e che Venere nacque dalla stessa schiuma prodottasi dalla caduta in mare dei genitali della divinità celeste che Crono lanciò con il falcetto nei pressi di Capo Drepano. Ma compiendo un piccolo balzo logico appare evidente che se Urano fu evirato da Crono che lanciò i suoi genitali presso capo Drepano, e se Venere nacque dalla schiuma prodottasi dalla caduta dei genitali di Urano, si può desumere che sia Trapani il luogo natale della Dea Venere. Il nome di Venere/Afrodite deriva dal greco aphros, “schiuma”, e già la rappresentazione classica della dea appoggiata su una conchiglia, come nello splendido quadro del Botticelli, fanno riferimento alla sua origine marina. La dea Venere ha da sempre avuto molti appellativi e soprannomi, tra cui i più noti sono: Areia (guerriera), Ciprigna (dall’isola di Cipro), Citerea (dall’isola di Citera), Pontia (marina), Euploia (della buona naviagazione), Anadiomene (letteralmente: nata dalla spuma del mare), Ericina (dal monte Erix:Erice), e ancora altri ve ne sarebbero, ma tutti, in ogni caso, fanno riferimento ad una sua caratteristica divina o al luogo di culto in cui fu anticamente celebrata. Venere, dunque, nasce a Trapani, ed a supportare questa tesi contribuisce anche il mito sulla nascita della città. L’antica Drepano, infatti, nacque dalla caduta in volo della falce di Saturno (sin dall’antichità identificato con Crono), il dio che venne scacciato dal cielo dal padre Zeus e che riparò in Italia presso il re Giano, dando vita alla cosiddetta “età dell’oro”. E’ chiaro che l’importanza di questa intuizione nulla toglie alla grandezza con cui la Venere Ericina fu già consacrata a questo nostro territorio, cerniera geografica tra la cultura e le religioni greche orientali e le civiltà più propriamente mediterranee, un territorio che da sempre è stato testimone di avvenimenti leggendari e mitologici che a volte riemergono dall’oblio del mito per essere narrati sulle pagine di questo giornale.

a cura di Michele Di Marco

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Autore dell'articolo: Redazione

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