Guida al territorio

VINO ED OLIO, ORO D’OCCIDENTE – Produzioni del territorio trapanese

La Sicilia occupa certamente un posto di primo piano nella riscoperta delle radici della viticoltura e della olivicoltura europea. In questa terra infatti la storia delle diverse dominazioni si intreccia continuamente con la presenza della vite e degli ulivi.

Fenici, Greci, Romani, Bizantini hanno contribuito nel corso dei secoli ad affermare l’olio ed il vino di Sicilia nel mondo.

Agli audaci navigatori Fenici spetta il primato della commercializzazione: furono loro infatti a portare in tutte le coste raggiungibili dalle loro agili navi i vini siciliani e ad importare la produzione dell’olio in Grecia.
I greci, invece, contribuirono a fare della vite non una coltura spontanea ma una “coltivazione”: grazie a loro intorno all’VIII secolo a. C. fu introdotto, ad esempio, l’alberello egeo e i siciliani divennero esperti conoscitori delle tecniche di coltivazione della vite, ma anche dell’ulivo e del grano. Il mito dei vini siciliani arrivò anche sulle tavole dei condottieri e dei poeti della Roma repubblicana ed imperiale.
Con l’avvento del cristianesimo e quindi della dominazione bizantina, quasi due terzi delle terre dell’isola diventarono proprietà delle comunità religiose, le quali portarono innovazioni e miglioramenti sia alla produzione vitivinicola precedentemente abbandonata durante le invasioni barbariche, sia alla coltivazione dell’ulivo, pianta che assunse un grande valore simbolico nella liturgia cattolica come simbolo della pace.

La storia successiva con l’avvicendarsi di culture diverse portò ad uno sviluppo a fasi alterne della viticoltura e dell’olivicoltura nell’isola: la Sicilia è oggi capace di offrire una vasta gamma di vini, adatti a qualsiasi circostanza e per tutti i gusti mentre l’olio d’oliva, condimento d’elezione della cosiddetta “dieta mediterranea”, è un alimento prezioso sia per la sua azione salutare sul nostro organismo, che per le sue qualità organolettiche.

Il trapanese è la provincia più vinicola della Sicilia, grazie alle vaste estensioni coltivate a Marsala, ma anche ad Alcamo, tacendo altre varietà minori che pur si fregiano della DOC. Qui lo spettacolo delle vigne è notevole, sia che ricoprano per intero poggi e colline, sia che tappezzino qua e là la campagna impreziosita dalle splendide rovine di Segesta, dalle bellezze naturali della Riserva Naturale dello Zingaro o delle mille altre risorse che la Sicilia può offrire.

Ed è a Marsala che il Consiglio di amministrazione di Recevin  riunitosi a Vilafranca del Penedès (Barcellona) in Spagna ha conferito l’ autorevole titolo di Città_Europea_Del_Vino_2013.

Il progetto della città siciliana ha avuto la meglio su quelli delle altre due concorrenti italiane, Barbaresco, che rappresentava le Langhe, e Valdobbiadene, resa celebre dal suo primato per la produzione del Prosecco superiore Docg.

Hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo la dinamicità delle filiere, il legame storico di 2500 anni della cittadina trapanese con il vino, la salvaguardia del paesaggio rurale e un clima favorevole, che garantiscono la promozione di un turismo sostenibile e di una florida produzione vitivinicola, espressa da cinquantacinque aziende che producono oltre cinquanta milioni di litri di vino.

L’investitura ufficiale di Marsala, avvenuta a febbraio 2013, ha innescato i meccanismi  della macchina organizzativa formata da istituzioni, imprenditori e associazioni che ha portato avanti un progetto di circa 90 eventi, fra cui la Serata di gala della proclamazione, concerti, concorsi e mostre di pittura, scultura e fotografia che si svolgeranno fino a Natale 2013.

Ma la provincia di Trapani vanta primati anche nella produzione di olio extra vergine di oliva, soprattutto nell’area dell’Agro Ericino dove le coltivazioni di vigneti ed uliveti si disperdono a vista d’occhio sulle ampie colline che ne caratterizzano il paesaggio. La sua particolare conformazione e la composizione del terreno, unita ad un clima mite, ne fanno un luogo molto adatto alle piantagioni di ulivi.

Ogni anno infatti durante il periodo della raccolta delle olive ( Ottobre / Novembre ) i campi sono pieni di intere famiglie contadine e non, che trascorrono intere giornate al contatto con la natura e le antiche tradizioni della Sicilia occidentale tramandate per intere generazioni.

L’Agro Ericino raccoglie i comuni di Valderice, Erice, Paceco, Custonaci, San Vito Lo Capo e Buseto Palizzolo, tutti paesi dove l’agricoltura è una delle principali fonti di sostentamento e intorno la quale gran parte dell’economia locale ruota.

Ed è proprio nel valdericino, nella frazione di Casalbianco, che annualmente nel mese di novembre si svolge la tradizionale Sagra dell’Ulivo. La manifestazione si svolge il 23/24 Novembre presso i locali della ex scuola elementare ed è organizzata dall’Associazione Socio-Culturale A.C.R.A.S.S. . Dedicata alle varie qualità di ulivi e olive e ai derivati olivari, prevede l’esposizione di molteplici strumenti di raccolta, dai più antichi a quelli più moderni. È inoltre possibile visionare foto e filmati sulla raccolta e la macinazione delle olive, e una ricca presentazione di prodotti tipici locali da degustare. Sono previste degustazioni con i prodotti derivanti dalle olive e momenti di intrattenimento.

A cura di Ida Bruno

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